Il sacco di Roma

Il 6 maggio 1527 le truppe di Carlo V mettono Roma a sacco. Il papa Medici, Clemente VII, è prigioniero, e Firenze ne approfitta per cacciare la famiglia.

In breve

Data
1527

Eletto papa nel 1523, Clemente VII tenta di contenere la potenza dell’imperatore Carlo V. Il 22 maggio 1526 conclude contro di lui la lega di Cognac con la Francia, Venezia, Milano e Firenze. In novembre Giovanni dalle Bande Nere muore tentando di fermare i lanzichenecchi tedeschi che scendono in Italia.

La risposta è terribile. Il 6 maggio 1527 i soldati spagnoli e tedeschi dell’imperatore, guidati dal connestabile di Borbone, entrano a Roma e la mettono a sacco. Il papa si rifugia in Castel Sant’Angelo, dove diventa prigioniero.

Il 5 giugno accetta una capitolazione e consegna ostaggi. Liberato il 6 dicembre, fugge la notte stessa, travestito, fino a Orvieto. Per riunire il riscatto bisogna fondere l’argenteria della Chiesa e prendere denaro in prestito dai banchieri.

A Firenze la notizia del sacco fa esplodere la rivolta contro i Medici. I giovani Alessandro e Ippolito, che vi rappresentano la famiglia, vengono cacciati; Caterina, otto anni, è trattenuta in ostaggio in un convento.

Il papa finisce per riconciliarsi con l’imperatore. Con la pace di Barcellona, il 29 maggio 1529, Carlo V promette di aiutarlo a restaurare i Medici a Firenze. È l’inizio dell’assedio.

Immagine: Johannes Lingelbach · Public domain · Fonte