Ferdinando II

Granduca per quasi cinquant’anni, Ferdinando II affronta la peste e protegge le scienze, senza osare sottrarre Galileo all’Inquisizione.

In breve

Nascita
1610
Morte
1670
Ruolo
Granduca di Toscana
Genitore
Cosimo II
Coniuge
Vittoria della Rovere

Nato a Firenze il 14 luglio 1610, figlio di Cosimo II e di Maria Maddalena d’Austria, diventa granduca a dieci anni, nel 1621, sotto la reggenza della madre e della nonna, Cristina di Lorena. Assume ufficialmente il potere il 14 luglio 1628, al ritorno da un lungo viaggio in Europa, e governa circondato dai fratelli, tra cui Leopoldo, il più brillante.

Fin dall’inizio del suo regno la peste del 1629-1630 colpisce la Toscana. Ferdinando riorganizza l’ufficio di sanità, impone quarantene e isolamento, e resta in città con i fratelli: la percorre a piedi ogni giorno. Il 30 agosto 1630 crea una cassa per gli operai senza lavoro e per i poveri.

Nel 1633 cede alla Santa Sede e lascia consegnare all’Inquisizione romana il suo ex matematico, Galileo. Si sforza tuttavia di addolcirne la sorte: lo ospita a Villa Medici durante il processo, poi ottiene che il carcere sia sostituito da una residenza sorvegliata nella sua villa di Arcetri, dove va a fargli visita.

Appassionato di scienze, perfeziona egli stesso il termometro e l’igrometro. Sostiene l’Accademia del Cimento, fondata nel 1657 soprattutto per iniziativa di Leopoldo: la prima società scientifica d’Europa fondata sull’esperimento, con il motto «provando e riprovando».

Nel 1634 sposa la cugina Vittoria della Rovere, erede dell’ultimo duca d’Urbino, nella speranza di ottenere il ducato: è un fallimento, ma lei porta a Firenze le collezioni della sua famiglia, tra cui la Venere di Urbino di Tiziano. Nel 1637 fa venire Pietro da Cortona per decorare Palazzo Pitti. Muore a Firenze nel maggio 1670.

Immagine: Justus Sustermans · Public domain · Fonte